GENOVA, LUNEDI' 24 MAGGIO: SI PRESENTA UN DOCUMENTARIO SULLA VITA DEL PARTIGIANO GIOTTO
La storica sala Sivori di salita Santa Caterina 48 rosso – dove, il 14 agosto 1892, nacque il Partito Socialista Italiano – è il luogo in cui, a partire dalle ore 10:15, si svolge la presentazione in anteprima del documentario “Giotto. Il novecento proletario di Giordano Bruschi”, di Ugo Roffi e Donatella Schiaroli, dedicato alla combattiva vita del partigiano Giotto.

La giornata non promette bene: piove copiosamente, e come al solito la città diventa un solo immenso ingorgo; come se non bastasse, il locale è chiuso, ed il gestore arriva soltanto alle ore 9:30, dichiarando che aprirà le porte dopo quindici minuti circa.
Nel frattempo, chi si trova già lì è condannato a trascorrere ancora diversi minuti sotto l’acqua: un contrattempo non da poco, che colpisce anche lo stesso ospite d’onore che giunge pochi istanti dopo il tizio di cui sopra.
Nell’attesa che si aprano le entrate del cinema, assisto ad un altro piccolo inconveniente: a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare dalla storia politica del protagonista dell’iniziativa, i presenti sono in larghissima maggioranza appartenenti alla “sinistra” del Partito Democratico ed alle formazioni ad esso attigue.
Ad omaggiare la vita dell’ex giornalista dell’emittente che fu della locale federazione del partito revisionista, Telecittà, sono in molti: tutti legati in qualche modo alla storia del nonagenario protagonista del filmato; a moderare il dibattito è la brava giornalista Donatella Alfonso, della redazione locale del quotidiano la Repubblica.
Dopo una breve introduzione, la parola passa all’assessore Lorenza Rosso, delegato agli Affari Legali del Comune di Genova, che porta il saluto dell’amministrazione, e ricorda il riconoscimento dell’onorificenza Grifo d’Oro consegnata lo scorso dodici ottobre al Bruschi; successivamente si impegna alla massima divulgazione del documento filmato, «soprattutto tra i giovani per i quali la parola "ideologia" sembra ormai essere una formula vuota».
Successivamente il microfono passa a diversi esponenti del mondo politico, sindacale, e sociale; nell’ordine portano la propria testimonaianza: Igor Magni, segreario generale della Camera del Lavoro della Cgil di Genova; Tiziana Cattani, della Coop Genova; Giorgio Bana, del Circolo dell’Autorità Portuale; Bruno Manganaro, della Fiom-Cgil; Enrico Poggi, della Filt-Cgil; Nico Saguato, della fondazione Logos.
Mi pare che meritino menzione soprattutto due di queste: la Cattani – che per il resto si limita ad illustrare gli scopi dell’organizzazione di cui è qui portavoce – suscita l’ilarità generale chiamando il festeggiato Giordano Bruno, mentre il Saguato non resiste alla tentazione di definire l’abbattimento del muro di Berlino come «il crollo di quello che per me era il falso socialismo dei Paesi dell’Europa dell’est».
A seguire a prendere la parola è Luca Borzani, storico e direttore del periodico “La Città”, che – stimolato dalle domande della Alfonso - aggiunge alcuni spunti interessanti: soprattutto menziona la figura di Giusy Giani, la storica compagna di Giotto, che molto ha fatto per aiutarlo nella sua vita politica e sociale dal 1958 in poi.
A ruota tocca agli autori del documentario che spiegano le ragioni che li hanno portati a produrre questo lavoro: non si tratta solo di un documento storico, ma soprattutto di qualcosa che guarda al futuro, rivolto alle nuove generazioni per cercare di suscitare in loro un nuovo stimolo alla partecipazione alla vita pubblica, venuto meno ormai da molto tempo.
Per ultimo, subito prima della visione del documentario girato in larga parte all’interno dei capannoni dell’Ansaldo San Giorgio, interviene Giordano Bruschi, che il venti settembre prossimo compirà novantasei anni.
Egli considera questo momento un nuovo punto di partenza della propria vita; esattamente come lo fu il dicembre 1983, quando il Partito Comunista Italiano decise di mandarlo in pensione: da quel momento è iniziata per lui una fase di attività politica, che dura tutt’ora, così intensa come non lo era mai stata sino a quel momento.
Bosio (Al), 25 maggio 2021
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com